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" LA POLITICA
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Si invitano tutti a richiedere la brochure informativa contattando il numero: 06/35348636
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Editoria
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| ESCE IN LIBRERIA “URANIO”...un'Italia impoverita
SONO QUASI TRECENTO I SOLDATI MALATI, 39 I MORTI, POTREBBE ESSERE UNA STRAGE.
E’ UNA STORIA DI MORTE, RABBIA, DISINFORMAZIONE, MENZOGNE E BUGIE DI STATO.
E’ UNA DELLE STORIE PIU’ DELICATE E PERICOLOSE DI QUESTI ULTIMI ANNI .
E’ LA STORIA DELL’URANIO 238, L’URANIO IMPOVERITO UTILIZZATO FIN DAL 1991 IN MOLTE ZONE DI GUERRA, IN BOSNIA E KOSOVO.
“Uranio” è un libro di fatti, di documentazione, di storie di malattie e di morti - le storie dei nostri soldati tornati dal loro servizio sui fronti delle “guerre umanitarie” dei giorni nostri. Ma, nel contempo, il libro racconta il perché di queste morti, anche attraverso i documenti della commissione d'inchiesta finalmente attivata. È, secondo le parole dell'autore, Domenico Leggiero, “un libro di storia contemporanea”.
Leggero è il responsabile del comparto Difesa dell'Osservatorio Militare. Insieme con un gruppo di volontari, da lungo tempo si occupa di tutelare la difesa dei nostri militari soggetti all'uso delle armi all'uranio impoverito nei teatri di guerra. Leggiero ha raccolto testimonianze, documentazioni e giurisprudenza, in un'opera che, lui dice, sembrava non aver fine dal momento che via via si trovavano sempre nuovi elementi, e che le morti dei compagni, purtroppo, si succedevano.
Anche se non vi è certezza assoluta sull'attribuzione ai proiettili all'uranio come causa delle malattie e delle morti, cionondimeno è un dato di fatto che queste ci sono state e ci sono tuttora, e qualcosa va fatto di sicuro. Questo libro è testimonianza, è voce di chi a lungo è stato inascoltato, è desiderio di giustizia e di verità oltre il fumo negli occhi e gli insabbiamenti “istituzionali” che hanno tentato di nascondere scomode realtà.
“Uranio” è un libro per capire, e per scoprire dietro le pareti sottili della propaganda spettacolare da telegiornale compiacente, realtà scomode ma che tuttavia è necessario conoscere. Alimentando, nella mente dei cittadini pensanti, spicchi di verità, e il gusto di un'informazione corretta e documentata su alcune delle vicende più controverse della nostra storia recente. Il ricavato della vendita sarà devoluto alle famiglie dei soldati colpiti dai linfomi e dalle altre patologie gravi.
URANIO - Storia di un'Italia impoverita
Edizioni M.I.R. - Montespertoli (FI)
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Disponibile dal 17.12.2005 Lla nuova pubblicazione della Scripta Manent Diffusione Libraria s.a.s.
Il Testo:
Lo scellerato connubio tra la mafia italo-americana ed i servizi segreti degli Stati Uniti d’America -ONI e OSS- determinò allora le premesse di ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti: I giornali e la televisione quotidianamente raccontano del dilagare e dello strapotere della criminalità organizzata in Italia; pochi sanno che la Mafia, riarticolatasi ed organizzata come vera e propria attività “imprenditoriale”, ritornò nel Vecchio Continente sotto l’egida delle forze alleate durante le operazioni per la conquista della Sicilia del ‘43 coordinata da Salvatore Lucania alias “Lucky Luciano”, agente al soldo dell’intelligence a stelle e strisce…
Pagine 144 - € 15,00
Dalla prefazione di Rutilio Sermonti:
“Questo lavoro di Lucioli mette appunto in rilievo i fattori che, a livello militare e quello civile, operarono in Sicilia a favore del nemico. Al di là dei singoli responsabili come gli ammiragli Pavesi e Leonardi che consegnarono al nemico senza lotta Pantelleria e Augusta, piazzaforti essenziali abbondantemente armate e accuratamente munite, al di là degli "alti traditori" di Supermarina, dove persino il capo dei servizi di informazione, l'ammiraglio Maugeri, lavorava esclusivamente per il nemico della sua Patria, due erano le grosse organizzazioni fratricide: la Massoneria, che -come il libro ricorda- operava intensamente attraverso i suoi segreti accoliti di alto livello, fin dal 1935, e Cosa Nostra, potente malavita organizzata americana, ovviamente legata alla Mafia siciliana che, distrutta e costretta al sonno dal Fascismo, stava risollevando la testa nella disgrazia nazionale ed era ben lieta di riprendere la pacchia del precedente dopoguerra.
Sui metodi ignobili ma purtroppo efficienti usati da quest'ultima, l'Autore particolarmente si sofferma, dopo un'attenta indagine che gli permette di rivelare anche aspetti poco conosciuti, enormemente aggravati anche dal ricordato dolo dello Stato maggiore che aveva letteralmente invertito il tassativo ordine del Duce (30% di soldati siciliani e 70% del continente).
Buona parte delle notizie sono ricavate dai documenti resi pubblici dal Pentagono, e ancor più brucianti sarebbero se -a ulteriore riprova della coscienza poco pulita dei "liberatori"- essi non fossero abbondantemente censurati, soprattutto nei nomi.
L'agile pamphlet è doppiamente meritorio.
Da un lato, esso permette di meglio valutare, anche in rapporto alle vicende siciliane, come Italia e Germania non siano state battute sul campo, ma con la corruzione e il tradimento. Nel 350 avanti Cristo, dopo le sconfitte di Isso e Arbela, il satrapo persiano Besso, nell'illusione di ingraziarsi Alessandro Magno vincitore, fece uccidere il proprio re, Dario III, che presso di lui si era rifugiato. Saputolo, Alessandro, anziché lodarlo, lo fece giustiziare per tradimento, e alla salma del nemico ucciso fece rendere solenni onori. L'Alexander inglese del 1943 e il suo compare Eisenhower, invece, coi traditori ci andavano a letto, li decoravano e li facevano colonnelli "ad dishonorem". Questione di civiltà!
Dall'altro lato, l'attuale studio di Massimo Lucioli ha il gran merito di difendere l'onore dei soldati italiani e tedeschi che, a migliaia, tinsero del loro sangue l'isola Trinacria, fedeli alla consegna avuta e a perenne vergogna dei figuri gallonati e dei malfattori loro complici che li tradirono e vorrebbero diffamarli.
Scheda del libro:http://www.scriptamanent.biz/SchedaDettaglioLibro.asp?ID=1503
INFO: www.scriptamanent.biz; info@scriptamanent.biz; contatto diretto: 329.3905133 |
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| Produzione libraria di Forza Nuova Pavia: SETTEMBRE 1944: MORTE DI UN PONTE
Un settembre mite, il succedersi di assolate giornate estive spezzato dalla rinfrescante pioggia dei temporali, giunti a ricordarci che l'estate è in procinto di concludersi: questo è ciò che viviamo oggi. Questo è ciò che
vivevano gli abitanti della nostra città 61 anni fa, prima che l'infernale fragore di una pioggia di fuoco si sostituisse al confortante scroscio dei temporali estivi.
Lunedì 4 settembre 1944, martedì 5 settembre, martedì 12 settembre, sabato 23 settembre e martedì 26 settembre. Questa asettica successione di date forse poco suggerirà al pavese odierno. Ma è proprio in questi giorni che laPavia più autentica, fatta di pescatori e di lavandaie, che attorno al loro ponte vivevano e lavoravano, fatta di commercianti di sale e di straccivendoli, che nei tortuosi vicoli, memori dello splendore della Pavia medievale, vendevano le proprie merci, fatta di "rastlòn", che di questi vicoli si prendevano cura rimuovendone le erbacce dall'acciottolato, scompariva per sempre. È nostro dovere, oggi, ricordare chi tra l'inerme popolazione civile perì sotto le bombe angloamericane. Come è nostro dovere rendere giustizia a
questa Pavia scomparsa, mutilata nel proprio patrimonio monumentale, svilita nel proprio patrimonio culturale. Un patrimonio culturale accantonato a favore dei nuovi modelli di successo imposti da chi quel patrimonio lo
distrusse con il fuoco. Grazie all'agile opera di Giancarlo Mainardi possiamo oggi rileggere un brandello di storia troppe volte dimenticato o travisato. Possiamo renderci conto, dati alla mano, che ciò che viene comunemente accettato come una serie di fatali incidenti di percorso, il naturale prezzo, da pagarsi in sangue, di una "liberazione", non può essere il frutto di semplici errori di valutazione. Per Informazioni: webmaster@paviatricolore.org
Il testo è scaricabile da: http://www.paviatricolore.org/
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NumeroNovembre
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Romanitas - bollettino interno
E' disponibile il secondo numero di "Romanitas" bollettino interno a cura della sezione Massimo Morsello.
Chiunque voglia riceverlo via mail scriva a fnroma@libero.it In copia cartacea sarà disponibile presso la nostra sede a partire da sabato prossimo 21 maggio. Coloro i quali hanno già fatto richiesta del numero precedente, gli "abbonati", lo riceveranno senza dover inviare nuovamente la mail. Chiunque voglia essere cancellato da questa list scriva all'indirizzo suddetto con oggetto: Cancellazione.
Gianguido Saletnich Forza Nuova Sezione "Massimo Morsello"
Via Nicola Nisco, 9
00179 Roma
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